Michele Maroni
19 anni - Città di San Marino, Repubblica di San Marino
Lo incontriamo in pieno centro storico a San Marino in un pomeriggio nuvoloso di fine settembre. Michele ha da poco finito la scuola e, come dice lui, “non ha ancora le idee chiare, ma va bene così”.
A cura di Bianca Cavatorti
Indossa una giacca double-face, ha i capelli un po’ mossi dal vento e un paio di jeans vissuti, quelli che oggi ci racconta. Ride spesso, parla veloce, e ha quell’energia spensierata di chi sente che davanti c’è ancora tutto da scoprire.
Direi bene… o almeno, è andata (ride). Non è stato facilissimo, ma alla fine ce l’ho fatta. Adesso mi sto godendo un po’ di libertà, lo scorso anno è stato pieno, tra scuola, allenamenti e tutto il resto. Mi piace studiare, non lo nego, ma avevo proprio bisogno di staccare la testa per un po’.
Più o meno. Sto pensando di iscrivermi a Scienze Motorie, forse a Urbino. Mi piace l’idea di studiare qualcosa legato al corpo, al movimento. Faccio basket da quando avevo cinque anni e non riesco a immaginarmi senza sport. Prima di buttarmi nel mondo universitario volevo vivermi un’estate tutta mia. Senza pensare a nulla. L’ho detto anche ai miei: “Lasciatemi respirare un po’, poi mi iscrivo”. Alla fine non mi sono ancora iscritto…
Con gli amici, ovviamente. Abbiamo organizzato un viaggio a Malta che è stato indimenticabile. Siamo un gruppo affiatato, ci conosciamo da anni. Siamo stati al mare, abbiamo ascoltato tanta musica, ci siamo goduti il tempo insieme, senza pensare troppo. Dopo la maturità è come se avessi tolto un peso, mi sento più leggero.
Mah, direi disordinato (ride). Lo ammetto, la mia stanza è sempre un casino. Mia madre ormai ha rinunciato. Però mi piace fare le cose a modo mio, anche se non seguo sempre un ordine preciso. Sono un po’ distratto, sì, ma cerco di viverla bene.
“Dopo la maturità è come se avessi tolto un peso, mi sento più leggero”
Ah, questi hanno una storia assurda! Li ho trovati in un mercatino vintage, qui vicino. C’era una bancarella gestita da una ragazza, avrà avuto trent’anni, riccia, vestita in modo un po’ bohemien, molto simpatica. Mentre stavo guardando i pantaloni mi fa: “Ah, quelli lì? Erano del mio ex. Mi ha tradita con una mia amica, così mi sono tenuta tutta la sua roba e adesso la vendo”. Io sono scoppiato a ridere. Me li ha venduti per cinque euro. Tornato a casa li ho fatti aggiustare un po’, perché erano messi male, ma ora sono perfetti. Li metto spesso, anche per uscire la sera, li trovo molto fighi, mi stanno comodi e ogni volta che li indosso penso a questa storia.
Sempre! È diventato quasi un aneddoto da serata (ride). Quando qualcuno mi chiede dei jeans, io racconto la storia della ragazza arrabbiata col suo ex, e la gente si diverte un sacco. A volte la uso anche per attaccare bottone con le ragazze. Di solito la racconto e poi dico: “Io non la tradirei mai”. E, lo ammetto, funziona abbastanza (sorride)..
No, davvero. Sono il tipo da storia seria. Mi piace stare con una persona sola, condividere le cose, avere fiducia. Magari sembra una frase fatta, ma per me conta. Se un giorno avrò una ragazza, voglio poter dire che mi fido e che lei può fidarsi di me. Poi certo, ho diciannove anni, mi piace uscire e divertirmi… ma senza prendere in giro nessuno.
“Mi piace uscire e divertirmi… ma senza prendere in giro nessuno”
Che non hanno niente di perfetto. Sono comodi, rovinati nei punti giusti, con un po’ di storia dentro. Ogni volta che li metto mi ricordano quella giornata, il mercatino, la risata con la ragazza della bancarella. E poi, cinque euro per un paio di jeans con una storia così… direi che è stato un affare (ride)..
Michele ci saluta esordendo: “Scusate devo andare! Fra poco ho allenamento” dice. Ci fa un cenno, si volta e va via. Un ragazzo che sta ancora cercando la sua strada, ma che sa già come prenderla con il sorriso.