Mauro Casadei

Mauro Casadei

74 anni - Riccione, Rimini, Emilia Romagna

Seduto al tavolo in fondo al bar di famiglia, quello che porta il suo nome da tre generazioni, Mauro ci accoglie con un sorriso largo e gentile.

A cura di Lucia Sanchi

Ricami Ricordi Famiglia Estate

Oggi il bar è gestito dai nipoti, ma Mauro continua a passare di qui ogni giorno. Ci invita a sederci al suo tavolo, ed esordisce dicendoci che lì stava sempre seduta Mary, vicino alla finestra. Oggi ci riporta agli anni in cui si sono conosciuti.

“Non potrei stare lontano da questo posto. È casa mia, e qui ho quasi tutti i miei ricordi”

Mauro, partiamo dall’oggetto che tieni fra le mani. Quei jeans con i ricami colorati.

Non sono mieI, erano di Mary, mia moglie. Erano i suoi preferiti e li indossava anche in estate. Si erano rovinati, e lei, invece di buttarli, li aveva aggiustati con ago e fili colorati, per coprire i buchi. A me piacevano tanto. Ma più di tutto, mi ricordano l’estate in cui ci siamo conosciuti, nel 1970.

Com’è andata quella volta?

Io lavoravo già al bar, facevo orari lunghi, ma appena potevo salivo sul motorino e scappavo in spiaggia con un gruppo di amici. Mary era lì quasi tutti i giorni con le sue amiche. Si mettevano sempre nello stesso punto, vicino alla passerella. Lei aveva quell’aria dolce, un po’ timida. Ricamava spesso anche lì, seduta sul telo mentre parlava con le altre. Avevamo qualche amico in comune, ma non avevo il coraggio io di andarle a parlare, sai ci lanciavamo qualche occhiata da lontano, qualche sorriso, poi un giorno ho trovato la scusa per offrirle una limonata. Da quel momento abbiamo iniziato a parlare ogni giorno. La invitavo al bar, dove le offrivo sempre qualcosa e lei si sedeva proprio in questo tavolo e ricamava, o leggeva, oppure mi distraeva po’… (ride)

E questi jeans li ha ricamati qui?

Sì, proprio così. Li aveva poi indossati alla festa di Ferragosto di quell’anno. Ricordo benissimo: aveva una canottiera colorata e i capelli sciolti, mossi dal vento. Quando l’ho vista arrivare, ho pensato che non avevo mai visto niente di più bello. Quella sera, tra i fuochi d’artificio e la musica, ci siamo dati il primo bacio e da lì non abbiamo mai smesso di amarci. Due anni ci siamo sposati e abbiamo dato inizio alla nostra famiglia. Ogni volta che guardo quei pantaloni, torno lì, a quella notte sul mare.

“Quella sera, tra i fuochi d’artificio e la musica, ci siamo dati il primo bacio”

Mary amava cucire?

Sì, moltissimo. Le piaceva creare con le mani. Non solo cucire, anche decorare, dipingere, sistemare le cose. Diceva sempre che un po’ di colore aggiusta tutto. Ricordo che quando abbiamo messo su casa, molte tende e cuscini li aveva fatti lei. Aveva gusto e pazienza. Io sono sempre stato più impulsivo, sempre con la testa altrove, ma lei mi riportava con i piedi per terra. Eravamo diversi, ma ci completavamo.

Mary oggi non c’è più. Come vive il suo ricordo?

Mary se n’è andata un anno fa, come un’estate che finisce piano piano. Mi manca tanto, ogni giorno. Però non mi sento mai solo: la mia famiglia mi sta sempre vicino, e questo aiuta. I miei nipoti sono il mio orgoglio. Non ho preferenze, ma Angelica… Angelica mi ricorda molto Mary. Ha i suoi stessi capelli, lo stesso modo di sorridere.

Lei è un uomo che vive molto di radici: è ancora profondamente legato ai ricordi di famiglia, a quei momenti e a quegli affetti che sembrano custodire il senso di una vita intera...

Sì, assolutamente. I ricordi sono ciò che ci portiamo dentro e che danno valore al presente. Ho un rapporto bellissimo con tutta la mia famiglia, è il mio porto sicuro. Sa, ricordo ancora con un'emozione immensa quando nacquero le mie due figlie: quello è stato il vero inizio di tutto. Da quel momento la vita mia e di Mary è cambiata completamente, ha preso un colore nuovo. L'amore che proviamo per loro, e oggi quello per i nipoti, è qualcosa di veramente inspiegabile a parole; è un legame che scalda il cuore e che mi fa sentire un uomo fortunato.

C’è un ricordo a cui è particolarmente affezionato, oltre a quello dei jeans?

Le domeniche a Badia Prataglia. Si partiva presto, con la macchina carica, e si facevano le grigliate con gli amici, famiglie,… Mary preparava le verdure e qualche focaccia, io pensavo alla brace. Si rideva tanto, si cantava. Sono momenti semplici, ma sono quelli che restano.

Mauro si alza, prende i jeans con i ricami e li piega con attenzione. “Mary diceva sempre che i vestiti non sono solo vestiti, sono pezzi di vita”, sorride. Fuori, dietro al bancone, i nipoti ridono e servono i caffè. Lui li guarda e aggiunge: “Finché c’è qualcuno che continua, niente si perde davvero”.