UN GIRO DALL’ALTRA PARTE

Esperienza di Marta

Marta è stata accompagnata in una stanza buia, satura di fiori scoloriti e sussurri inquieti. Le hanno detto che si trattava del suo funerale ― una versione elegante e sottilmente legale, accuratamente organizzata da Wrong Voyage. «Era tutto troppo vero per essere un gioco. E troppo assurdo per essere reale.» Nell’oscurità fiocamente profumata, c’erano persone che piangevano con eccesso teatrale e altre che ridevano nei momenti sbagliati. Alcune la descrivevano come un ricordo puro, altre come un errore da cancellare.
«Sentirsi definire da chi ti sopravvive… è come essere sezionati senza anestesia.»
Il momento più crudele fu ascoltare il proprio necrologio: chi l’amava parlava della sua luce, chi la detestava ne celebrava l’assenza. «È una tortura sublime: scopri cosa resta di te quando smetti di occupare spazio.» Dopo la cerimonia, Marta sparì per tre giorni in un luogo che non ha mai descritto. Non per protezione, ma per rischio.