IL LUSSO DEL NUOVO
Esperienza di Erika
«Forse ero sempre stata anche questa donna, solo che non avevo mai avuto spazio per conoscerla.»
Erika era stata mandata in una città che non aveva mai visto,
con un nuovo nome, un lavoro inventato e un appartamento che profumava di una vita costruita da altri.
Si ritrovò a respirare abitudini che non erano sue, tazze già scelte, libri che non ricordava di aver letto, fotografie senza storia.
Per una settimana abitò un’esistenza alternativa, preparata nei dettagli.
«Aprivo l’armadio e pensavo: oggi chi sono?»
La sorprendevano la naturalezza e la rapidità con cui gli sconosciuti la riconoscevano, la salutavano, la accettavano come se fosse sempre stata lì.
E ancora di più, la facilità con cui lei stessa indossava quella nuova versione di sé, come un vestito comodo, già vissuto. Ogni sera la attraversava un dubbio crescente: stava recitando o stava finalmente rivelando una parte autentica? «Non era solo un gioco. A volte mi sembrava la vita migliore che avessi mai avuto.»
Quando lasciò la chiave sul tavolo, la nostalgia la travolse.
Non per la città. Non per l’appartamento. Ma per la persona che era stata lì dentro: una versione di sé che non era mai esistita davvero — e che aveva iniziato ad amare.