DISIMPARARE LA VITA

Esperienza di Jonathan e Anna

«Di notte era come se fossimo gli ultimi rimasti, e nessuno avesse pensato di avvisarci.»
Non avrei mai immaginato cosa significasse vivere in una base sperduta nel nulla. Siamo arrivati qui come due turisti fuori posto, con l’illusione che fosse un’avventura controllata. In realtà, dopo poche ore, era chiaro che non c’era niente da controllare: solo vento, silenzio e noi due.
I primi giorni sono stati strani. Continuavo a pensare a casa, alla routine, ai rumori familiari… come se potessi riportarli qui con la memoria. Poi è arrivato il terzo giorno
All’improvviso il silenzio ha smesso di sembrare un vuoto e ha iniziato a diventare una presenza, quasi una voce. Non saprei dire quando è successo, ma a un certo punto mi sono reso conto che non stavo più pensando a casa.
 «Era come se casa non fosse mai esistita.»
 L’ho detto ad alta voce, e lei ha sorriso come se lo stesse vivendo anche lei.
È stato inquietante, ma anche liberatorio. Qui non c’è niente da inseguire: il tempo si appiattisce, e alla fine resti solo tu, senza rumori, senza distrazioni.